Il vicepresidente presidente degli Usa Mike Pence in visita a Seul

Appena giunto a Seul, Il vicepresidente presidente americano Mike Pence in Corea del Sud, poche ore dopo il lancio missilistico fallito da parte della Corea del Nord. Pence, ha iniziato a Seul un tour di 10 giorni in Asia, era stato informato del tentativo durante il viaggio.
La visita di Pence intende confortare gli alleati dell'Asia nel momento critico del confronto con la Corea del Nord. Il vicepresidente, che è accompagnato dalla moglie e dalle due figlie maggiori, vedrà il premier sudcoreano Hwang Kyo-ahn, che svolge le funzioni presidenziali, dopo l'impeachment della presidente Park Geun-hye in attesa delle elezioni di maggio.

Gli Usa intanto, secondo la tv Nbc che cita più fonti dell'intelligence americana, sono pronti a un raid preventivo con armi convenzionali contro la Corea del Nord se e quando i responsabili politici saranno convinti che Pyongyang si stia preparando a un test nucleare. Il rispettato sito internet 38 North, analizzando immagini satellitari, hanno ipotizzato che il sito nucleare di Punggye-ri sia pronto a ospitare un nuovo test nucleare.

Bombardieri pesanti B-52 e B-2 Spirith (stealth, invisibili ai radar) nella base aerea di Guam, pronti ad attaccare se necessario. Ma, ovviamente, Pyongyang "non terrà le braccia incrociate". "Non è la Repubblica popolare democratica di Corea ma gli Usa e Trump che creano guai", ha detto il ministro nordcoreano all'Ap. Con queste parole si è espresso ai microfoni dell'Associated Press il vice ministro degli Esteri nord-coreano, Han Song Ryol. Inoltre, il governo nordcoreano non si risparmia di accusare gli Stati Uniti, di fare attacchi militari contro stati sovrani, sostenendo di perseguire la "pace attraverso la forza", ma comportandosi in realtà come criminali, riferendosi all'attacco statunitense contro una base siriana di una settimana fa.

Washington ha detto che "tutte le opzioni sono sul tavolo", comprese possibili azioni militari, per contrastare le minacce della Corea del Nord.

Sempre più forte il vento di guerra tra Usa e Corea del Nord. "Penso che tutte le parti interessate dovrebbero mantenere alta la vigilanza per quanto riguarda questa situazione". Secondo Wang Yi, chiunque provocherà una guerra in Corea "dovrà assumersi una responsabilità storica e pagarne il prezzo". Più leggera della Moab, la bomba russa ha una potenza pari a 44 tonnellate di Tnt, sebbene per via della segretezza delle informazioni non ci siano conferme ufficiali. Il Cremlino è "molto preoccupato" per le crescenti tensioni nella penisola coreana e invita tutti i paesi ad astenersi da qualsiasi atto provocatorio.

La Cina sospede i voli aerei da Pechino per la capitale della Corea del Nord, Pyongyang. "I paesi occidentali spesso non nascondono il loro obiettivo finale di eliminare il sistema politico della Corea del Nord. Un tale approccio è inaccettabile".

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump passa la giornata sul campo da golf a Mar-a-Lago ma segue e monitora gli sviluppi - dice la Casa Bianca - aggiornato da suoi collaboratori. L'ultimo volo tra le due città arriverà oggi nella prima serata a Pechino.

Nel 2015 il Pentagono ha d'altronde riferito davanti al Congresso che "probabilmente la Corea del Nord possiede una riserva di armi chimiche, quali gas nervino, gas mostarda, blood agent e choking agent".

Lo riferiscono fonti degli 007 americani citati dalla rete Nbc. E a rischio, in mezzo a tutto questo caos, anche il Giappone. Trump farà lo stesso, ripiegando su una ritorsione militare limitata e maggiori sanzioni economiche, oppure si getterà nella mischia incurante delle conseguenze? L'altro fronte sensibile per Tokyo è quello dei rifugiati che si riverserebbero sulle sue coste e che potrebbero usati da agenti nordcoreani per infiltrare il territorio nippponico.

Massima pressione su Pyongyang, con l'aiuto della Cina, ma niente azioni militari. È questa, almeno sulla carta, la strategia dell'amministrazione di Donald Trump sulla Nord Corea, dopo una revisione sulle possibili azioni da adottare per normalizzare la situazione nella penisola, dove la tensione rimane altissima, così come la minaccia del sesto test nucleare.

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