Rossella Licursi FDI interviene sul riordino della rete ospedaliera a Teramo e in provincia

La candidata al consiglio regionale nel collegio di Teramo in FDI, Rossella Licursi
interviene sulla questione relativa al riordino della rete ospedaliera, come statuito dal
Decreto Lorenzin con particolare riferimento alla città di Teramo e al territorio
provinciale.

Rossella Licursi, a livello normativo, analizza la situazione attuale prevista dal
Regolamento di cui al Decreto del Ministero della Salute n. 70 del 2 aprile 2015, c.d.
Decreto Lorenzin, delineando quelle che secondo lei sono le soluzioni più
confacenti per la città di Teramo e per la sua provincia.
Invero, il Decreto Lorenzin recante la definizione degli standard qualitativi,
strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all'assistenza ospedaliera prevede tre
livelli di presidi sul territorio in rapporto ai bacini di utenza, in particolare:

  • Il primo riguarda i presidi ospedalieri di base, con bacino di utenza compreso tra
    80.000 e 150.000 abitanti;
  • Il secondo riguarda presidi ospedalieri di I livello, con bacino di utenza compreso
    tra 150.000 e 300.000 abitanti;
  • Il terzo riguarda i presidi ospedalieri di II livello, con bacino di utenza compreso tra
    600.000 e 1.200.000 abitanti;
    Nella provincia di Teramo che conta una popolazione di circa 315.000 abitanti non è
    prevista, pertanto, a livello normativo la possibilità di insediare un presidio
    ospedaliero di secondo livello. Tali presidi sono dotati di tutte le strutture previste per
    l'Ospedale di I° livello, nonché di strutture che attengono alle discipline di alta
    specialità.
    Pertanto, in provincia di Teramo, per quanto sopra rappresentato, a parere della
    Licursi è possibile realizzare due ospedali di primo livello di cui uno a Teramo città a
    servizio del capoluogo e dei comuni montani dell’entroterra e l’altro lungo la costa a

servizio dei residenti e dei turisti, che specie nel periodo estivo registra centinaia di
migliaia di presenze.
Peraltro, in un territorio morfologicamente sin troppo eterogeneo come quello della
provincia di Teramo che, comprende, sia il mare da un lato, che la montagna
dall’altro, non è altresì assolutamente ipotizzabile potere parlare di Ospedale Unico in
relazione alle reali richieste di assistenza delle diverse realtà territoriali che ai livelli
di accessibilità ai servizi medico sanitari da erogare in favore dei cittadini ivi
residenti.
In tal senso, in questi ultimi anni, sono stati numerosi gli incontri con i rappresentanti
delle istituzioni, le riunioni e gli articoli apparsi anche sugli organi di stampa in cui i
comitati di quartiere teramani assieme ai comitati di quartiere della costa e al
comitato di lotta per la salvaguardia dell’ospedale di Giulianova si sono
mobilitati, chiedendo al governo regionale uscente, a gran voce, la necessità e l’utilità
di un nuovo nosocomio efficiente ed efficace in prossimità dei comuni della zona
costiera, utilità dimostrata anche alla luce dell’ultimo sisma che ha interessato anche
queste zone.
Tale intendimento è stato altresì confermato dal direttore generale dell’ASL di
Teramo, dott. Roberto Fagnano, il quale ha ribadito, in più circostanze, l’intenzione
di portare avanti i programmi di riconversione delle strutture territoriali esistenti
parallelamente alla costruzione del nuovo ospedale di primo livello a Teramo, per
pazienti acuti, che a suo giudizio dovrà avere tutte le caratteristiche di un ospedale di
secondo livello (in base alla “spartizione” delle specialità di secondo livello con
L’Aquila, come impostato dalla Regione Abruzzo).
Per gli ospedali esistenti, tra i quali quello di Teramo, in gran parte realizzati circa 40
anni or sono, lo stesso direttore Fagnano, sugli organi di stampa, ha dichiarato che
non è possibile effettuare un adeguamento sismico, ma che sarebbe stato possibile
solo un suo miglioramento per il quale necessitano 41 milioni di euro e che per la
sola messa a norma degli impianti antincendio di un ulteriore costo complessivo di
21 milioni di euro.
Per tale motivo, continua la Licursi non è pensabile che la città di Teramo possa
rinunciare a prestare servizi medico-sanitari attraverso la non realizzazione sul
territorio comunale di un presidio ospedaliero di primo livello che contenga al
proprio interno reparti di eccellenza per pazienti acuti.
In ogni caso, la candidata Rossella Licursi, auspica che l’area da destinare ad
ospitare il nuovo Ospedale si trovi in un ambiente sano e pulito, che risponda ai
requisiti ambientali di salubrità e che sia distante da ogni fonte di inquinamento
acustico ed atmosferico. In ultimo, che risponda ai requisiti di zonizzazione previsti
dal D.M. 1444/68, ovvero che non venga realizzato in aree interne o prossime a zone

produttive (industriali, artigianali, commerciali, ecc,) ed in prossimità di strade di alto
flusso di traffico e a scorrimento veloce.
Teramo, 31 gennaio 2019

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