Il Cantautore luca Gattamelata in onda su play tube music

Mi chiamo Luca Gattamelata e sono nato a Roma. Ho sempre coltivato una certa passione per la musica e per la registrazione, tanto che fin da piccolo partecipavo a festival canori amatoriali e nel tempo libero strimpellavo la mia chitarra giocattolo e mi registravo su delle musicassette.

Ho cominciato ad affacciarmi realmente nella musica però a 15 anni quando ho imbracciato la chitarra elettrica e da lì non l’ho più lasciata. Da una parte suonavo le mie prime note e dall’altra scoprivo mano a mano i più grandi artisti di sempre che mi hanno aperto un mondo nuovo di emozioni e di idee. 

Fin da quel periodo ho cominciato a scrivere qualche testo anch’io, ma non ci ho mai puntato troppo perché avevo ancora troppe cose da imparare.

Così ho iniziato a suonare con qualche primo gruppetto di coetanei non arrivando però a creare niente di importante fino ai miei 20 anni; ormai mi sentivo più sicuro dei miei mezzi ed ho cominciato a suonare più seriamente con diversi progetti musicali dal Blues al Rock, dall’Indie al Punk.

Il primo gruppo vero con cui ho suonato si chiamava “Xravas”, un gruppo Punk Rock di amici che già conoscevo da un pò, con loro ho suonato in vari locali ed in vari contesti musicali tra i quali il Labaro Rock.

Contemporaneamente nel 2010 con un gruppo di ragazzi della scuola di musica di Capena in cui studiavo,

abbiamo fondato un altro gruppo chiamato “Soundex” dove però l’unico scopo almeno all’inizio era solo quello di svagarci un po’.

Nello stesso anno poi, un amico mi introduce a dei musicisti che cercavano un chitarrista per un progetto studio di inediti finalizzato a registrare un album e poi iniziare a fare serate, fu così che entrai a far parte dei “Terzotono” ed iniziai una delle esperienze per me più significative di registrazione in studio fino ad ora.

In quell’occasione ho imparato veramente cosa significa produrre una canzone inedita da zero e la cura ai minimi dettagli. In un anno e mezzo abbiamo registrato 15 pezzi inediti cercando di creare un pop italiano unico, dal cuore retrò, ma dall’animo moderno. Purtroppo però sono insorti dei problemi appena abbiamo cominciato a suonare questi pezzi in saletta, lì sono venute un po’ fuori le varie divergenze di intenti, tanto da dover chiudere il progetto.

Nel frattempo avevo lasciato gli Xravas ed avevo cominciato a suonare con i “Ligabruce” una tribute band di Ligabue con i quali per un paio d’anni ho suonato molto in giro soprattutto nella provincia di Rieti.

I Soundex intanto erano andati avanti con le prove e li avevo trasformati un po’ nel mio progetto iniziando con loro a suonare e cantare pezzi miei. Proprio così ho cominciato a prendere consapevolezza di me stesso come cantautore e frontman, con loro partecipo a qualche serata occasionale ed anche a concorsi musicali come Emergenza Festival in cui arriviamo alle semifinali e Capena Rock che ci darà la possibilità di registrare tre brani inediti dopo esserne stati i vincitori.

Anche con i Soundex l’esperienza finisce però nel 2014, dopo che gli impegni e i diversi obbiettivi ci avevano portato ad avere sempre meno tempo per suonare insieme.

In quell’anno parto e vado a vivere a Londra, dove in un primo momento avevo pensato di appendere la chitarra al chiodo, fino a quando non ho capito che in realtà la voglia di fare musica non era morta ed anzi era stata stimolata in quella città così cosmopolita. Ho quindi iniziato a suonare in giro negli “open mic” ed anche in Underground, continuando nel frattempo a scrivere canzoni mie in italiano. Terminata la mia esperienza oltre manica dopo due anni lì, ho deciso di tornare in Italia e registrare tutto quello che non avevo mai registrato e che viveva solo quando imbracciavo la chitarra.

Avevo dei pezzi miei accumulati negli anni ed altri scritti recentemente che mi premeva di realizzare per bene facendoli suonare il più possibile vicini a come suonavano nella mia testa o forse anche meglio. Così ho messo su un mio home studio e registrato alcuni brani inediti con tutti i limiti di tempo e di mezzi che un cantautore amatoriale come me può avere. Ne ho ancora molti in fase di produzione e spero che il futuro mi permetta di farli arrivare alle orecchie di più persone possibile, magari anche a qualcuno disposto a darmi una mano.

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