Roma - Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione del discorso di fine anno, oggi 31 dicembre 2025 (Foto di Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)
Mattarella, il suo discorso di fine anno è durato 15 minuti e a detta di qualcuno è stato più ‘cupo’ di altre volte.
Il Presidente ha citato Papa Leone XIV, “Ripugnante chi rifiuta la pace“, ha ricordato che il 2026 porterà con sè la ricorrenza degli 80 anni della Repubblica italiana (facendo un tuffo nel passato e regalando una carrellata di immagini che parte proprio con il passaggio storico dalla monarchia alla Repubblica) e ha invitato i giovani a essere “esigenti”, “coraggiosi” e a scegliere per il loro futuro. È stato un discorso denso, quello pronunciato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella serata del 31 dicembre 2025, discorso che qualche giornalista ha però definito “più cupo” di altre volte, dove l’appello per la pace si è mescolato ad un ragionamento su “problemi vecchi e nuovi”.
Poi ha proseguito: “La pace, in realtà, è un modo di pensare: quello di vivere insieme agli altri, rispettandoli, senza pretendere di imporre loro la propria volontà, i propri interessi, il proprio dominio. Il modo di pensare, la mentalità, iniziano dalla vita quotidiana. Riguardano qualunque ambito: quello internazionale, quello interno ai singoli Stati, a ogni comunità, piccola o grande. Per ogni popolo inizia dalla sua dimensione nazionale”.
“La nostra aspettativa è anzitutto rivolta alla pace. Di fronte alle case, alle abitazioni devastate dai bombardamenti nelle città ucraine, di fronte alla distruzione delle centrali di energia per lasciare bambini, anziani, donne, uomini al freddo del gelido inverno di quei territori, di fronte alla devastazione di Gaza, dove neonati al freddo muoiono assiderati, il desiderio di pace è sempre più alto e diviene sempre più incomprensibile e ripugnante il rifiuto di chi la nega perché si sente più forte”, ha detto Mattarella.