Giovani Democratici, profonda indignazione e sdegno per i fatti verificati nella Casa Circondariale di Vasto nelle ultime ore.
I Giovani Democratici – Area Vastese esprimono profonda indignazione e sdegno
per i fatti verificati nella Casa Circondariale di Vasto nelle ultime ore.
Due persone detenute sono morte all’interno della struttura in meno di una
settimana.
Morte apparentemente per cause naturali o legate a condizioni di salute non
adeguatamente monitorate.
Secondo quanto comunicato dal sindacato UilPa Polizia Penitenziaria, i decessi
hanno scatenato proteste interne e disordini tra i detenuti, con alcuni agenti di
Polizia Penitenziaria feriti o contusi durante gli interventi di gestione della tensione.
Eventi analoghi erano già accaduti nel luglio del 2025, quando un detenuto di 40
anni si era tolto la vita all’interno della Casa Lavoro di Vasto, portando a una conta
drammatica di suicidi nelle carceri italiane in quell’anno.
È importante ribadire che, nonostante il carcere di Vasto non risulti tra gli istituti con
livelli di sovraffollamento elevati (come invece avviene in molte altre realtà
nazionali), le criticità non derivano soltanto dalla capacità numerica di posti letto.
Secondo la stessa fonte sindacale, infatti, la struttura soffre di una grave carenza di
personale di Polizia Penitenziaria, con un organico che risulta essere meno della
metà rispetto al fabbisogno previsto (67 assegnati su 143).
Noi Giovani democratici chiediamo di potenziare immediatamente gli organici della
Polizia Penitenziaria e delle figure professionali di sostegno alla salute mentale e
fisica dei detenuti, maggiore monitoraggio esterno e indipendente da parte delle
istituzioni nazionali competenti per prevenire ulteriori tragedie e interventi strutturali
e organizzativi rapidi, con particolare attenzione alla tutela dei diritti fondamentali
anche per chi è privato della libertà personale.
Crediamo inoltre che sia necessario introdurre misure alternative per ridurre il
numero di detenuti e ridefinire il concetto stesso di “carcere” affinché non sia una
“discarica sociale”, come la definiva Marco Pannella, ma un posto di rieducazione e
reinserimento nella società civile.
È inaccettabile che dentro un’istituzione dello Stato si registrino due morti nell’arco di
pochi giorni senza azioni decisive e tempestive per garantire dignità, sicurezza e
salute a tutte le persone recluse e all’ organico di Polizia Penitenziaria.Se, come diceva Voltaire, “la civiltà di un Paese si misura dalle sue carceri”, in Italia è
la civiltà stessa che è in grave pericolo.
Mario Enrico Testa
Segretario dei Giovani Democratici – Area Vastese