Funerali di Umberto Bossi si celebreranno domenica 22 marzo alle 12 nel monastero di San Giacomo a Pontida.
Lo fa sapere la Lega, annunciando che la cerimonia sarà trasmessa in diretta sui canali social del partito. Saranno presenti anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente del Senato, Ignazio La Russa. L’annuncio è arrivato in due note di Palazzo Chigi e Palazzo Madama.
Il fondatore della Lega Nord è deceduto all’ospedale di Circolo di Varese. Figura complessa e contraddittoria, capace di grandi successi ma anche di cadute profonde. La sua eredità politica è ancora oggetto di dibattito, ma non c’è dubbio che abbia lasciato un segno indelebile nella storia della Repubblica italiana.
La carriera politica di Umberto Bossi inizia negli anni ’70, quando, dopo aver abbandonato gli studi di Mediina e aver svolto diversi lavori tra cui quello di insegnante, infermiere e tecnico radiologo, entra in contatto con il mondo dell’attivismo politico. Nel 1982, insieme a Bruno Salvadori, fonda la Lega Autonomista Lombarda, che diventerà poi la Lega Lombarda, un movimento che si proponeva di rappresentare le istanze del Settentrione, in particolare della Lombardia, contro il centralismo di Roma. Nel 1989 dall’unione con altri movimenti autonomisti locali tra cui la Liga Veneta nasce la Lega Nord, di cui Bossi diviene il leader indiscusso. Il partito si caratterizza fin da subito per il suo linguaggio diretto e provocatorio, con Bossi che non esita a usare toni forti per difendere la “Padania” – un termine coniato per indicare il Nord Italia ma dai confini mai del tutto chiariti – e per criticare Roma e il Meridione, accusati di essere economicamente un fardello per la locomotiva settentrionale.