Il Ministro della Salute traccia le priorità per la prossima legge di bilancio: valorizzazione retributiva di tutti gli operatori, parità di trattamento sulle indennità e scommessa a lungo termine sulle Case di comunità.
I fondi per il Servizio Sanitario Nazionale non mancheranno nemmeno nella prossima manovra economica. Ad assicurarne la presenza è il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, che a margine di una giornata di raccolta sangue a Roma ha delineato la traiettoria che il Governo intende seguire. La strategia si concentra su tre pilastri fondamentali: la valorizzazione del capitale umano, l’investimento strutturale nella prevenzione e il consolidamento dell’assistenza territoriale.
Personale al centro: più assunzioni e trattamenti uniformi
L’obiettivo principale dell’esecutivo è superare la carenza organica che da anni affligge gli ospedali italiani e abbattere contestualmente le liste d’attesa. Tuttavia, il piano non riguarda solo l’ingresso di nuovi medici e professionisti sanitari, ma punta a rendere il SSN nuovamente attrattivo attraverso un miglioramento delle condizioni salariali.
In questo contesto emerge la novità più significativa: l’intenzione di uniformare le tutele ei benefici economici tra tutte le figure professionali della sanità. Non soltanto per gli infermieri, ma per l’intero comparto si punta a rivedere l’indennità specificità, la detassazione delle ore straordinarie e gli incentivi per chi opera nel pronto soccorso. Su questi temi il Ministero ha già aperto un tavolo di confronto con l’Aran e il Ministero dell’Economia. Il percorso si inserisce nella scia dell’incremento delle risorse del Fondo sanitario nazionale (passato dai 126 miliardi del 2022 ai quasi 143 previsti per il 2026) e dei recenti rinnovi contrattuali.
Prevenzione: da costo a capitolo d’investimento
Sul fronte della tutela della salute, Schillaci propone un cambio di paradigma culturale e contabile. Considerato il costante invecchiamento della popolazione italiana, limitarsi a curare la patologia conclamata non è più sostenibile.
Per il Ministro, la prevenzione e gli screening precoci devono essere considerati veri e i propri investimenti strategici capaci di ridurre i costi futuri del sistema. Da qui la proposta formale di scorporare le spese di prevenzione dalle altre voci di bilancio, creando un capitolo contabile dedicato anche a livello comunitario.
Case di comunità: la scommessa sul territorio
Rispondendo alle critiche dei sindacati dei medici di medicina generale, Schillaci ha poi rivendicato i progressi realizzati sulle Case di comunità. Sebbene permangano dubbi sulla loro effettiva integrazione e operatività, il Ministro si dice convinto che i risultati della riforma della sanità territoriale saranno evidenti nel giro di due-cinque anni, trasformando le nuove strutture in presidi concreti di presa in carico dei pazienti.