Migliaia di persone sono scese in piazza in tutta la Spagna per protestare contro l’emergenza abitativa e l’aumento dei costi dei canoni di locazione.
A Madrid si sono registrate tra le settantamila e le cinquecentomila presenze nei cortei confluiti in Plaza de Cibeles e Puerta del Sol, dove da una settimana prosegue un’accampata di protesta avviata dopo lo sfratto di una donna di ottantasette anni. Il Sindicato de Inquilinas richiede un taglio del cinquanta per cento sui canoni di locazione, la stabilizzazione dei contratti a tempo indeterminato e l’esproprio degli immobili in mano ai fondi d’investimento, profilando l’ipotesi di uno sciopero generale.
Manifestazioni si sono svolte anche a Barcellona, Cádiz e Valencia, dove si sono verificati scontri con la polizia all’esterno del congresso immobiliare Valencia Real Estate Summit duemilaventisei.
Sul fronte politico, la bocciatura dei decreti governativi sulla casa da parte del Congresso — con centosettantadue voti favorevoli e centosettantotto contrari sul primo provvedimento, e centosessantasei favorevoli e centOTTANTAquattro contrari sul secondo — ha aperto una fase di forte tensione istituzionale, spingendo il presidente Pedro Sánchez a una riflessione su un possibile ricorso ad elezioni anticipate.