Il centro di Milano è stato teatro per la seconda giornata consecutiva di violenti scontri e devastazioni, orchestrati da centinaia di giovanissimi coordinatisi tramite i canali social.
I manifestanti, vestiti di nero con felpe e cappucci, hanno preso d’assalto le vie dello shopping tra via Torino, Cordusio e corso Garibaldi, sfondando le vetrine di grandi marchi e saccheggiando punti vendita.
La polizia ha risposto all’impeto dei blitz con idranti e centinaia di lanci di lacrimogeni, blindando i monumenti principali. Il bilancio provvisorio dell’imponente operazione di sicurezza a Milano conta centosessanta fermati, per l’ottanta per cento minorenni, molti dei quali già identificati nei disordini del giorno precedente. A livello nazionale la stima dei danni supera il mezzo milione di euro, coinvolgendo anche Torino e Bologna.
La gravità della situazione e le polemiche sulla gestione della piazza tra il sindaco Giuseppe Sala e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi hanno spinto la premier Giorgia Meloni a convocare d’urgenza un vertice di governo dedicato all’ordine pubblico.
