Trump, le minacce alla Groellandia, spingono Bruxelles verso l’uso dello Strumento anti-coercizione.
Le capitali dell’Unione europea stanno valutando un meccanismo mai utilizzato che consentirebbe loro di reagire, non come singoli Stati ma come mercato unico di 450 milioni di consumatori.
Il discorso sempre più ostile di Washington sulla Groenlandia ha spinto alcune capitali dell’Ue a prendere in considerazione l’idea di ricorrere al suo relativamente nuovo e mai utilizzato Strumento anti-coercizione.
Si tratta di una legge entrata in vigore a fine dicembre 2023, che fornisce all’Ue un meccanismo per una risposta collettiva quando un membro del blocco è sottoposto a pressioni per “fare una scelta particolare applicando, o minacciando di applicare, misure che incidono sul commercio o sugli investimenti”.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, apparentemente sorpreso dal fatto che le principali potenze europee non abbiano immediatamente acconsentito alla sua rinnovata spinta per “comprare” o ottenere una qualche forma di controllo sulla Groenlandia, ha risposto minacciando di imporre ulteriori dazi doganali del dieci per cento sulle merci provenienti da Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Paesi Bassi, Finlandia e Regno Unito a partire dal 1° febbraio.
I dazi salirebbero al 25 per cento a partire dal prossimo 1° giugno, se i Paesi europei continueranno a opporre resistenza.