Sezioni elettorali aperte per tre giorni in una consultazione priva di forze contrarie al conflitto in Ucraina. La strategia del Cremlino tra partito unico di fatto, pressioni statali e voto digitale.
Ha preso il via in Russia la tre giorni di consultazioni elettorali destinate, senza alcuna sorpresa, a consolidare ulteriormente la leadership del presidente Vladimir Putin. Dopo oltre un quarto di secolo alla guida del Paese, la presa del Cremlino sul sistema politico appare blindata, mentre il conflitto su vasta scala con l’Ucraina continua a segnare la vita della nazione.
Una scheda elettorale blindata
L’elemento centrale di questa tornata è la totale assenza di forze politiche critiche. Sulle schede compaiono unicamente i simboli dei partiti che sostengono la linea ufficiale e lo sforzo bellico: la forza di governo Russia Unita, i Comunisti, Russia Giusta, i nazionalisti del LDPR e il partito New People.
Rimane tagliato fuori Yabloko , l’unica formazione politica apertamente contraria alla guerra che fino ad oggi è riuscita a mantenere un’operatività residua all’interno dei confini nazionali. Nonostante il partito abbia registrato un consenso crescente sulle piattaforme digitali, in particolare tra le fasce più giovani della popolazione, le autorità hanno preferito bloccarne la partecipazione alla competizione.
